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Villa Basilica

PDF Invia per E-mail Stampa Scritto da redazione Villa Basilica   
Sabato 12 Marzo 2011 12:39

 

Il capoluogo di    Villa Basilica

 

 


 


Come si arriva

 

Da Collodi, incastonala nella cerchia, argentea e cangiante, dei suoi uliveti, inizia Pubertosa vallata della Pescia minore. La strada, che la attraversa, sale giungendo a Villa Basilica, il capoluogo del comune. Il paesaggio, tipico delle zone montane della Lucchesia, è caratterizzato da una folta vegetazione, che racchiude angoli di insospettata bellezza. Tutto il territorio della Pescia Minore, ha fatto parte per molti secoli della Vicaria di Villa Basilica, avamposto dello Stato di Lucca a confine con lo Stato fiorentino. Fino a poco più di un secolo fa i paesi che si affacciano sulla Pescia Minore erano serviti soltanto da mulattiere.  La rotabile tra Collodi e Boveglio, con la diramazione da Botticino a Villa Basilica, fu costruita nel 1860/1870. Da Ponte a Villa, all'incrocio della rotabile, arriviamo a Villa Basilica.

Le origini di Villa Basilica sono lontanissime. Appartenuta a lungo a piccoli feudatari, il comune passò sotto il dominio di Lucca nel tredicesimo secolo e circa cento anni dopo, divenne sede stabile della Vicaria della Valleriana. La cerchia delle sue mura, il Palazzo del Vicario, l'antica Rocca, espugnata nel 1429 da Niccolò Fortebraccio, testimonia l'importanza del suo passato. Un passato di grande civiltà, legato alle bellezze di una terra caratteristica ed unica. Nel 1412 Villa Basilica fu conquistata, saccheggiata e data alle fiamme dall'esercito fiorentino.

Panorama e Via delle Cartiere

Con il 1442 il trattato di pace tra Lucca e Firenze restituì la tranquillità alla laboriosa vallate e Villa Basilica riacquistò il ruolo di guida amministrativa di una casta circostrizione detta della Pieve di Villa e di Valle Ariana. Nel 1530 la valle della Pescia Minore venne percorsa, fino sotto Villa Basilica, dal condottiero fiorentino Francesco Ferrucci.

La terra di Villa Basilica ebbe in ogni tempo notevole importanza per la strada che, percorrendola lungo la Pescia Minore, metteva in comunicazione diretta la Valdinievole con la Valdilima. Non si hanno reperti archeologici, salvo quelli di Pietra Pertusa (m. Pizzorne), che testimonino la presenza dell'uomo in epoca romana. Tuttavia, toponimi di località (es. Colognora, Boveglio e la stessa denominazione del capoluogo) fanno pensare a considerevoli agglomerati umani anche in epoche anteriori a quella medievale. Sede di muniti castelli (Collodi, Villa Basilica, Pariana, Boveglio), l'intera terra detta anche Valleriana (pergamene del sec. VIII già ci parlano di Colognora e Villa), dopo essere appartenuta a piccoli feudatari, passò nel sec. XIII sotto il dominio di Lucca, la quale la incluse nella grande VICARIA "Terrarum Civium et Vallis Limae" comprendente ventisei comuni. Ai primi del sec. XIV detti ventisei comuni furono divisi nelle due vicarie "delle Terre e dei Cittadini della Val di Lima" e "di Valleriana". Il capoluogo di questa seconda vicaria fu Villa Basilica; passato però il castello di Montecarlo alle dipendenze di questo pos­sesso lucchese, nel 1374 fu decretato che il vicario di Valleriana si trasferisse da Villa Basilica a Montecarlo stesso. Il decreto però non venne osservato e il vicario pose definitivamente dimora a Villa Basilica allorchè Montecarlo cadde in mano ai Fiorentini.

Particolarmente attiva per l'abbondanza delle acque e la ricchezza dei boschi Villa Basilica, fino ai primi del 1500, andò famosa per la fabbricazione di spade che, perfino principi come Lorenzo il Magnifico, si curavano di acquistare.

Dal 1400'fiorì inoltre a Villa Basilica l'industria della carta, ed è di Villa Basilica Stefano Franchi (sec. XIX), che per primo trovò il metodo di fare la carta dalla paglia. Un'abbondante coltivazione di gelsi e un buon allevamento di ovini consentirono inoltre la fioritura del­le industrie della seta e dei pannilani. Oggi tutto il fondovalle della Pescia Minore, da Distendino a Collodi, è un fiorire di cartiere.

Tra i figli illustri di questa terra ricordiamo: il pittore Antonio Franchi (1634-1709), l'intagliatore lacopo da Villa Basilica (sec. XV) suocero di Masseo Civitali, Gesualdo Franchi (sec. XIX), chimico illustre, professore presso il Liceo Universitario di Lucca, l'industriale Roberto Poli (sec. XIX), a cui si deve uno studio sopra l'industria della carta a Villa Basilica, e Stefano Franchi (sec. XIX) scopritore, come si è detto, del sistema di trarre la carta dalla paglia.

 

Cenni artisti


Villa Basilica (la denominazione "basilica" compare solo nei documenti del sec. XI) va famosa per la sua stupenda pieve romanica (all'interno si ammirano la cripta della chiesa primitiva, un Crocifisso dipinto di Marco di Berlinghiero del sec. XIII, a cui purtroppo vennero tolti da mani profane i pannelli laterali della croce; un ambone romanico di straordinaria fattura, ecc.) e per il palazzo pievanale, oggi completamente restaurato. Nel paese si possono inoltre ammi­rare edifici romanici e palazzi post-rinascimentali, fra i quali ricordiamo il palazzo del Vicario, il palazzo Poli oggi del Comune, il palazzo Pasquini, ecc. Fanno parte del comune il paese di Pariana, ancora intatto nelle sue primitive strutture, di Colognora, dall'imponente torre campanaria, di Boveglio dove, a partire dalla rocca, in perfetta armonia, si fondono edifici medievali, rinascimentali ed ottocenteschi, dotati ciascuno di portali in pietra serena, sormontati dalla sigla del nome di Gesù. A breve distanza dal paese, nel verde dei prati, fa spicco con la sua torre la pieve di S. lacopo, che conserva una fonte ad immersione romanico, stall lignei del sec. XVII ed una edicola

tutta scolpita del sec. XVI.


Dalla Rocca al Palazzo della Vicaria

 

Villa Basilica è posta a 330 m.s.m. ed è raccolta intorno alla sua antichissima Pieve di S. Maria, centro religioso di tutta la vallata. Il paese è compreso nella cerchia, in parte sopravvissuta, delle sue antiche mura, ed è sovrastato dal Palazzo del Vicario. Più in alto si notano, nella loro imponenza, i resti dell' antica Rocca. Costruita su di un'impervia roccia, ha la forma simile ad una losanga ed è di datazione incerta (sec. XII-XIII).

Nell'estate de11991, dal 24 giugno al 20 luglio, è avvenuta la seconda campagna di scavi diretta dal prof. Fabio Redi dell'Università di Pisa, con la collaborazione dell'architetto Enrico Ragni e la partecipazione di giovani studiosi italiani e stranieri. I primi risultati di questa ricerca, che si protrarrà per alcuni anni, sono stati comunicati nel Convegno storico promosso 1'11 agosto 1991 dall'Istituto Storico Lucchese e saranno pubblicati sulla rivista «Archeologia Medioevale».

La Rocca, prossima al l.d. San Paolo, un toponimo già esistente nel secolo VIII, è adiacente all'antica mulattiera selciata che portava in Pizzorna. Gli scavi hanno evidenziato la costruzione di mura a filaretto che, mediante due lunghe braccia, si protendevano verso il basso e circon- davano l'intero abitato di Villa Basilica.

Difesa su due lati da un precipizio naturale, la Rocca era caratterizzata da un torrione, la cui base ricorda quello della Fortezza di Montecarlo. Dalla parte opposta è stata localizzata una torretta secondaria, alla quale, in epoca remota, è stata tamponata una porta di accesso.

Nei pressi di Barbagliana sopravvivono tracce di vecchie mura: siamo nel territorio detto Villa Vecchia, nel quale, probabilmente, è avvenuto lo stanziamento abitativo più antico della zona.

Altre frazioni del capoluogo sono Capornano, Pontoro, S. Marco e Guzzano.

La strada più elevata di Villa Basilica, nota come Via di Borgo, inizia dalla parte alta della piazza della Chiesa e giunge fino alla strada che conduce alla frazione denominata Duomo, da cui si diparte la via per le Pizzorne.

Vicino alla casa Saputi, oggi Cesari, un oratorio dedicato alla Madonna, nella terza domenica di giugno accoglie numeroso popolo, che, dopo la predica, era solito consumare la merenda sui pianori della vicina vallecola di Rimogno. La chiesetta di Duomo era un tempo stazione della seconda Rogazione detta della «Crocicchiola». Dal piazzale di Duomo il panorama è stupendo e la leggenda narra che da quella meravigliosa terrazza l'imperatore Carlo V restasse ammirato di fronte alla bellezza della sotto- stante pianura e che dicesse che essa era una continua città.

Nella chiesetta di Capornano sono allogati tre bellissimi altari lignei, opera del maestro Matteo di S. Quirico ed un magnifico dipinto del villese Antonio Franchi, raffigurante S. Pietro che riceve le chiavi dal Redentore. La chiesetta di Pontoro conserva lo stemma del cardinale Jacopo Amman- nati che era nato in quella frazione; l'oratorio di S. Marco era noto un tempo per un caratteristico raduno che il 25 aprile di ogni anno vedeva giovani e ragazzi che suonavano zufoli e trombette, ricavati sul luogo dalle mazze di castagno.

Nel nucleo principale di Villa Basilica, da un capo della Via di Borgo, che è la più vecchia del paese e conserva resti di costruzioni medioevali e nella casa che appartenne alla famiglia Ghera (77) una bifora romanica, si stacca Via Canale che sale anch'essa in Pizzorna. Sotto la Via di Borgo si apre la piazza della Pieve che segue la pendenza della collina e presenta un dislivello sensibile, che crea una scenografia singolare.

La piazza ospita il monumento ai Caduti in guerra, opera dello scultore lucchese Carlo Angeloni; più in basso una vasca, detta comunemente «il pilone», ricavata da un unico blocco di arenaria, di forma ottagonale,rialzato su due scalini, con al centro una colonna con quattro piccoli getti d'acqua. Si tratta dell'antico fonte battesimale ad immersione tolto dalla chiesa intorno al 1815.

Nella parte più alta della piazza, si erge, sopra un'alta gradinata, il Palazzo del Vicario. L 'intonaco. che riveste la sua facciata risale al sei-settecento,ma, sotto ad esso, si celano certamente le possenti strutture medievali,simili a quelle venute alla luce in Via di Borgo.

 

(77)questa antica famiglia originaria di Capornano, si trasferi a Villa e raccolse l'eredità dei maestri comacini dedicandosi all'arte muraria. L'opera di questa famiglia di artigiani è stata apprezzata in occasione dei lavori di ripristino della chiesa romanica di Villa Basilica