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Pariana

PDF Invia per E-mail Stampa Scritto da redazione Villa Basilica   
Sabato 12 Marzo 2011 11:36

La frazione di   Pariana



Per visitare il paese di Pariana è necessario tornare sulla Via delle Cartiere a Botticino, e proseguire poi per Biecina, da cui inizia la strada che sale fino ai 585 m.s.m. dove l'antico centro montano è posto. Il documento più antico che fa menzione di Pariana risale al 913 ed è seguito da molti altri che evidenziano le vicende religiose e civili di questa terra posta per tanti secoli ai confini tra Lucca e Firenze. Le sue origini, però, sono certamente più remote da quelle evidenziate dai documenti sopravvissuti.

 

Costruita sopra un vasto pianoro ed un tempo recinta da mura con quattro porte, Pariana è completamente circondata dal verde dei castagni.
Dalla piazza posta nella parte più alta del paese, intitolata al pittore Alberto Passèri e chiamata comunemente «Monsoni», prende inizio l'antica mulattiera per la Pizzorna, chiamata Via Gonzello, il personaggio che ha dato il titolo ad un romanzo storico scritto nel 1882 ed ambientato a Paríana e dintorni verso la metà del '400, al tempo delle guerre tra fiorentini e lucchesi. Da quel lato sopravvive la Porta Pizzorna che è l'unica rimasta. Le altre erano chiamate: Porta al molino, a sud; Porta alla chiesa, a nord; Porta in Via dell'Oratorio, a nord-est. Le tre strade maggiori del paese convergono alle estremità e sono divise in blocchi simmetrici. Al centro del paese c'è una piazza molto panoramica, arricchita dal monumento ai Caduti e dalla fontana pubblica ben disegnata e adorna dell'orologio. Palazzetti e case di bell'aspetto sono ingentiliti da bei portali sormontati da formelle in cotto, attribuibili al sec. XVI, che riproducono il crocifisso con i santi Rocco e Sebastiano.  La strada centrale, detta la Ruga e le altre, sono pianeggianti e selciate cosi bene che quasi si dimentica di essere in montagna. In Via Solferino c'è un edificio medievale in bozze di pietra, detto il palazzaccio, che reca in facciata due imponenti archi spezzati e sopra la porta d'ingresso una finestra bifora fatta completamente con pietra arenaria.La chiesa parrocchiale, posta fuori del nucleo abitato, è collegata al paese con un ponte sul torrente Biecina, affluente della Pescia Minore. In prossimità del ponte sorgeva, nel secolo scorso, un grazioso teatro, ora trasformato in casa di abitazione. Nel piazzale della chiesa, s'impone subito all'interesse del visitatore il campanile in macigno, a forma di torrione, nel quale si nota il segno di numerosi rifacimenti. La data 1774, posta sulla sommità della facciata, testimonia l'epoca del restauro nella forma attuale. Sul lato esposto a mezzogiorno del torrione si notano i resti di un orologio seicentesco, firmato dal suo artefice con la seguente dicitura incisa nel telaio in ferro: «Di Salvatore di Lodovico è l'opera de Fabbri da Controne.  Et in quest'arte fugli maestro solo il re di sopra. 1599. horol.XII".

 

A circa un metro e sessanta dal piano terra si nota un mensolone di considerevoli dimensioni, probabile sostegno di un arengo, decorato con intagli di foggia romanica rappresentanti un calice con un uccellino, motivi di pannocchie, ed una fuseruola. La parte sottostante è decorata con un motivo di corde incrociate.Oltrepassato l'ingresso della chiesa, cui sovrasta la lunetta affrescata con l'immagine dei santi titolari Lorenzo e Bartolomeo, la chiesa ci appare a grande aula, con cappelle più tarde, ottocentesche, ricavate ai lati. Il quadro posto sulla parete di fondo del presbiterio è una notevole opera di pittura su tela raffigurante la Madonna in trono col Bambino, contornata da quattro figure di Santi. Vi sono poi, in marmo, un tabernacolo adibito alla conservazione degli oli santi, attribuito a Matteo Civitali o ad un suo allievo, ed un tronetto vescovile composto con i marmi di un altare che esisteva un tempo nella Cappella detta dei Poveri in Via S. Croce in Lucca. Degno di nota un artistico crocifisso su croce in bronzo del Settecento, riecheggiante moduli gotici.
In occasione dei lavori di ristrutturazione della chiesa, avvenuti in questo dopoguerra quando era parroco don Filippo Filippi, è stato possibile notare che l'abside dell'antico edificio era posto in corrispondenza dell'attuale presbiterio. 2 stato evidenziato inoltre un tessuto murario caratteristico dell'epoca altomedievale e questo concorda col fatto che la precedente intitolazione della chiesa era a San Martino.
Nel fondo della chiesa, alla sinistra di chi entra, c'è un'antichissima pila di macigno a forma di tazza, con rilievi, probabilmente, di epoca romanica. Come risulta dallo studio del Silva, (95) l'organo risale al sec. XIX.
Nella canonica si custodiscono due tele di manieristi toscani raffiguranti San Lorenzo e San Bartolomeo, un'ultima cena riquadrata con una ricca cornice d'oro zecchino, e una Madonna dal bel manto azzurro, un tempo compresa nella parte centrale di un polittico ora smembrato, indicata come la Madonna di Casette (96). Dallo stesso Oratorio, detto della Misericordia, proviene un paliotto in legno del primo Settecento, con motivi decorativi desunti da stoffe lucchesi con uno stemma centrale a cartiglio. Imponente il settecentesco armadio della sacrestia, fatto su due grandi ripiani con inginocchiatoi, sportelli e tiretti, incorniciati da tarsie in forma di croce e stelle e con una grande cornice ad attico. Nella chiesa è conservato il corpo di San Prospero martire.
In epoca recente il paese di Pariana è stato collegato con l'altopiano mediante una comoda strada rotabile.