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Villa Basilica nell'Età Contemporanea

PDF Invia per E-mail Stampa Scritto da Redazione Comune di Villa Basilica   
Giovedì 10 Marzo 2011 12:03

All’inizio dell’Ottocento terminò la lunga serie dei Colonnelli, comandanti delle milizie della Vicaria, che qui risiedevano da alcuni secoli.

In questo periodo notevole importanza aveva assunto la lavorazione della seta che impiegava soprattutto manodopera femminile. Intorno al 1800-1820 la qualifica delle donne Villesi era prevalentemente quella di “filandaia” o “incannatrice di seta” o “filatrice di seta”. Nel corso del secolo oltre 600 donne partivano, alla stagione dei bozzoli, per recarsi a lavorare nelle filande di Lucca, Pistoia e Prato dove erano ricercatissime.

Nel 1813 la Chiesa di S. Maria Assunta viene arricchita dei quattro preziosi altari laterali, provenienti, con le due acquasantiere, dai demani Napoleonici e dal demanio Lucchese. Nel contempo, il fonte Battesimale viene tolto dalla Chiesa e collocato in piazza ad uso pubblica fontana.

Il 14 luglio 1819 venne soppresso il Convento delle Monache di S. Agostino ed acquistato dall’ ”Ordine de’ Minori Cappuccini”, con annessa la chiesa che venne consacrata il 23 maggio 1822. Il Convento è stato poi sede di noviziato fino al secolo scorso.

La difficoltà nell’approvvigionamento degli stracci, materia prima per la lavorazione della carta, fece sì che dopo diversi tentativi, nel 1823, Stefano Franchi, Tommaso Bini e Ferdinando Manteri inventarono un metodo per la fabbricazione della carta paglia da involgere. Tale ritrovato fu poi perfezionato dal fratello di Stefano Franchi, il Prof. Cav. Gesualdo Franchi che rinvenne nella calcina il farmaco per eccellenza che domò la paglia. I primi esperimenti furono effettuati in una piccola cartiera che teneva in affitto al Buoso. Gli opifici della zona iniziarono presto a produrre carta per incartare, abbandonando la precedente fabbricazione di carta per scrivere e per stampare. Le nuove cartiere si presentavano generalmente su tre piani: la fabbricazione della carta avveniva al piano terra; al primo piano risiedeva il proprietario, mentre il secondo piano era riservato agli “spanditoi”. La caratteristica degli “spanditoi” o “essiccatoi” sono i finestroni stretti e alti, tutti uguali e perfettamente allineati. La loro funzione era quella di asciugare la carta nel più breve tempo possibile attraverso un sistema di ventilazione naturale.

 

Il 24 novembre 1826 nasce a Collodi Carlo Lorenzini dove visse i primi anni della sua gioventù e dove spesso fece ritorno per ritrovare la sua amata madre, famoso in tutto il modo per aver scritto il romanzo “Le avventure di Pinocchio”.

Secondo il censimento del 1832, la popolazione di Villa Basilica era composta da 6.851 abitanti così suddivisi: Villa Basilica 1.472; Pariana 630; Colognora 352; Boveglio 578; Aramo 215; Collodi 1049; Fibbialla 184; Medicina 292; Pontito 416; S. Quirico 492; Stiappa 289; Veneri 882. Alla fine del secolo, a causa delle riduzioni territoriali la popolazione scese a 2.852 unità.

Nel secolo successivo la popolazione è andata diminuendo: nel 1936 gli abitanti erano 2.941; nel 1951 2.822; nel 1961 2.670; nel 1971 2.369; nel 1981 2.166; nel 1991 2.028, per arrivare ad oggi, anno 2004, con circa 1.800 abitanti.

Nell’ottobre 1847 fu soppresso il Vicariato di Villa Basilica, per cui tolsero la Pretura Civile e Criminale.

Grazie all’interessamento del Marchese Giuseppe Garzoni nel 1861 fu approvato il progetto per la costruzione di una strada rotabile da Collodi a Boveglio, inaugurata il 15 novembre 1863. Ciò dette grande incremento all’industria cartaria e specialmente alla fabbricazione della carta paglia. Verso la fine del secolo fu anche costruita la rotabile da Botticino a Villa Basilica.

Durante le guerre di indipendenza si distinse come soldato valoroso e sanitario apprezzatissimo il Dott. Cav. Matteo Giorgini(1827-1910) colonnello del “Regio Esercito” e chirurgo primario in vari ospedali militari. Ancora oggi gli eredi conservano con cura gli strumenti usati per i suoi esperimenti per migliorare la conoscenza riguardo alle tecniche da utilizzare per curare feriti e ammalati.

Con la costituzione del Regno d’Italia, le frazioni di Stiappa e Pontito passarono al Comune di Vellano(oggi Pescia) con R.Decreto 26 luglio 1883. Successivamente toccò alle frazioni di Veneri e Collodi che passarono al Comune di Pescia con R. Decreto del 15 maggio 1884.

Stessa sorte alcuni anni dopo alle frazioni di Medicina, Fibbialla, Aramo e S. Quirico che passarono al Comune di Pescia con R. Decreto del 17 novembre 1890.

Importante è stata per diversi secoli anche la lavorazione del rame. In questo settore particolare rinomanza ebbe la famiglia Morganti; nella metà del XIX secolo fu chiamata dal Granduca di Toscana a dirigere la fabbrica Pistoiese del rame.

 

Il 21 ottobre 1923, con una solenne cerimonia e con grande partecipazione della popolazione, viene inaugurato a Villa Basilica lo splendido monumento ai caduti della grande guerra 1915-1918 alla quale questa comunità ha contribuito con numerose perdite umane. Anche nelle frazioni vengono inaugurati monumenti in onore ai propri caduti.

Durante la seconda guerra mondiale si distinsero dei gruppi di Partigiani di Villa Basilica che si infiltrarono nell’organizzazione “todt” per sabotare l’imponente sistema difensivo della “linea Gotica” sull’Altopiano delle Pizzorne. I Partigiani dovettero contare dolorose perdite ma permisero a Villa Basilica di essere liberata nel giugno del 1944.

Nel dopoguerra diverse cartiere attuarono una profonda riconversione industriale modificando i sistemi di lavorazione della carta. Infatti la materia prima che veniva sempre più usata era rappresentata da “carta da macero” e l’asciugamento avveniva a “caldo”: la carta usciva dalla macchina già completamente asciutta. Con questo sistema si sono resi inutili i locali adibiti a “spanditoi” che poi con il passare del tempo sono andati in decadenza. Questa nuova lavorazione ha procurato un notevole incremento della produzione in termini quantitativi; la forza idraulica venne sostituita dalla forza motrice dell’energia elettrica e si rese necessario avere aree a corredo sempre più ampie. Principalmente a causa della mancanza di aree adeguate le storiche famiglie Villesi che hanno prodotto carta in questa valle, si sono trasferite nella piana Lucchese dove, in pochi decenni, hanno permesso a Lucca di diventare il polo cartario più importante d’Italia ed uno dei più importanti d’Europa. Tra queste famiglie ricordiamo i Pasquini, i Perini, e gli Stefani. Oggi agli inizi del terzo millennio sono rimaste in attività nella nostra valle solo una decina di cartiere.

Tra le attività agricole grande importanza ha avuto la lavorazione dei pali da viti e del carbone per le attività domestiche ed industriali di Pariana, Colognora e Boveglio. I nostri boscaioli e carbonari erano talmente abili che venivano richiesti in zone lontane come la Maremma e perfino la Corsica.

 

Anche nell’immediato dopoguerra proseguì, con l’approssimarsi dell’autunno, la raccolta delle castagne che richiamava stagionalmente un gran numero di “coglitore” dalla pianura. Esse venivano ospitate nelle case ed anche nei metati dove, alla sera, dopo una giornata di lavoro, spesso era usanza ritrovarsi ballando e cantando.

Nel 1962 viene costituita dal Renieri e dai fratelli Cardinotti la “Recard”: una officina meccanica che, in circa quaranta anni, ha saputo imporsi nel mondo per la produzione di macchine continue per la fabbricazione della carta dando costantemente lavoro a circa 80 addetti. Il 29 giugno 1967 viene tenuto a Villa Basilica un convegno di studio sulla nostra storia. Tra i relatori il compianto Dott. Enzo Potenti, studioso ed amante della nostra storia. In quella circostanza il Potenti aveva auspicato uno sviluppo turistico favorito da un clima salubre, dal recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico esistente, dalla storia, dalle nostre tradizioni, dalla favorevole posizione geografica.

Verso la fine degli anni sessanta viene aperta la strada provinciale che collega Boveglio a Bagni di Lucca.

Agli inizi degli anni ottanta le nuove normative sulla tutela ambientale fanno sì che gli industriali della vallata, in collaborazione con i Comuni di Villa Basilica e Pescia, si consorzino in una società che gestisce un impianto di depurazione delle acque in loc. Veneri. Questa felice scelta ha permesso alle aziende cartarie, che si sono ammodernate nei loro impianti, di sopravvivere in questa valle con beneficio per l’intera economia.

Nel 1985, con la chiusura della Cartiera del Birindelli, a distanza di oltre 150 anni dalla sua invenzione, cessa definitivamente la produzione della carta paglia nella nostra valle che tanto benessere aveva portato, sostituita prevalentemente dalla “carta per usi igienici”. Anche un modo di vita è scomparso. Infatti era usanza che i fornitori di paglia (in prevalenza provenienti dalla Maremma), si incontrassero nell’abitazione del cartaio, spesso in presenza delle rispettive famiglie, e durante l’intera giornata parlavano del mercato, dei problemi del lavoro, e di altro ancora, vivendo in ambienti diversi e distanti tra loro. Durante l’estate non vediamo più le lunghe carovane che trasportavano paglia per poi essere issata sui caratteristici “pagliai”.

Contrariamente al recente passato in cui l’intera popolazione poteva trovare occupazione prevalentemente nelle cartiere, oggi si rende necessario diversificare e valorizzare le diverse realtà ed opportunità che il territorio offre: questo potrà riportare la “nobil terra” ai fasti di un tempo glorioso.