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Villa Basilica nell'Alto Medioevo

PDF Invia per E-mail Stampa Scritto da Redazione Comune di Villa Basilica   
Giovedì 10 Marzo 2011 11:58

Le origini della "nobil terra" di Villa Basilica si perdono nell'oscurità dei secoli. I primi abitanti di questa valle sono stati probabilmente cacciatori nomadi attratti dai folti boschi e dall'abbondanza di acqua che favorivano caccia e pesca. Con il diffondersi di nuove attività economiche quali allevamento e agricoltura si sono avuti i primi insediamenti. Possiamo pensare che per un lungo periodo di tempo caccia, pesca, raccolta dei frutti dei boschi coesistessero con allevamento e agricoltura.

 

Col passare degli anni, e l'incremento della popolazione, per sfruttare nuovi terreni da coltivare venne usata la pratica del debbio: ottenere terreni liberi e fertili attraverso la combustione del bosco. L'agricoltura prendeva gradualmente piede sulle altre attività. Con la scoperta dei metalli si diffuse rapidamente la lavorazione del ferro. Questa attività ha caratterizzato la valle per molto tempo grazie all'abbondanza del carbone ricavato dai boschi, e dai numerosi corsi d'acqua. Sorsero così le prime fucine dove si fabbricavano armi (spade, lance ecc.) e attrezzi per l'agricoltura.

 

E' certo che la comunità di questa valle ha avuto notevoli rapporti commerciali con gli Etruschi. Probabilmente il ferro grezzo che gli Etruschi avevano in abbondanza veniva ceduto in cambio di spade, lance, attrezzi agricoli, prodotti locali.

 

Questa fertile valle è stata abitata per millenni da popolazioni indigene ed in seguito occupata dai Liguri. Nell'anno 184 a.C. nelle Marzalle di Pescia le legioni romane comandate dal console Quinto Marzio subirono una durissima sconfitta dai Liguri. In seguito furono fondati nuovi villaggi e i Liguri si stabilirono in maniera massiccia anche nella nostra valle, difendendosi per diverso tempo e con grande abilità, attraverso imboscate e colpi di mano, dalle aggressioni romane. Tuttavia la superiore organizzazione militare romana ebbe il sopravvento. Villa venne sottomessa e pacificata.

 

I Romani conquistata una zona iniziavano a costruire una rete stradale che serviva loro per rapidi spostamenti. Venne prolungata la via Cassia da Pistoia a Lucca attraverso la Valdinievole; la via Clodia attraverso la nostra valle.

 

Presso un antico manoscritto che trattava degli Etruschi si dice che ai tempi della "Res Pubblica" Romana, ad otto miglia da Lucca, inoltrandosi per una stretta gola, si incontrava la via Clodia; percorrendola si giungeva alla città di Villa. Il fatto che in un antico manoscritto relativo gli Etruschi si faccia riferimento alla città di Villa conferma l'ipotesi che tra gli Etruschi ed i Villesi vi fossero intensi rapporti commerciali (ferro, spade, attrezzi ecc.). Quindi Villa ai tempi della "Res Pubblica" Romana era già un centro manifatturiero e commerciale importante. Gli eserciti romani che transitavano da questa valle per poi oltrepassare l'Appennino, si rifornivano di vettovaglie ed armi. La strada oggi chiamata via delle cartiere, è tracciata sulla linea dell'antica via Clodia.

 

Con il termine Villa s'intendeva la residenza di campagna dei ricchi Romani. La Villa era fortificata e costituita dalla casa del signore, dalle abitazioni dei contadini, stalle e officina, in pratica autosufficiente. Mentre Boveglio era un possedimento della faniglia romana Elia che quivi allevava bovini da cui il nome Boveglio (Bove-Elia).

 

Possiamo affermare che Villa fu celebre per la fabbricazione delle spade che forniva in tutta la penisola. La freschezza e la purezza delle acque, era "attissima" alla tempra dei metalli. Già in epoca anteriore ad Adriano vennero assegnate ai Lucchesi e perciò ai Villesi le celebri fabbriche primitive di spade ( Lucensis Spatarum ). A Villa, ai tempi dell'antica Roma doveva trovarsi la Curia e la Basilica o palazzo della Magistratura e del governo.

 

A partire la IV secolo anche in questa valle iniziò a diffondersi il Cristianesimo e gradualmente furono sostituiti i templi pagani con piccole chiese. Nel periodo tra il 560 e 588 fu vescovo di Lucca S. Frediano e sotto la sua guida la predicazione del Vangelo ebbe un grande impulso. Ovunque furono fondate nuove pievi, a Villa, sulle rovine della Basilica Romana, fu innalzata nel VI secolo una Chiesa, una delle ventotto pievi battesimali consacrate da S. Frediano.

 

Con la caduta dell'impero Romano, anno 476 d.C., anche questa valle venne invasa dai Longobardi che, guidati da Alboino, occuparono l'intera regione. Nell'anno 573 divenne ducato Longobardo.

 

Le distruzioni di città, e raccolti; le difficoltà di comunicazione, le carestie e le epidemie finirono con il decimare le popolazioni.

 

La situazione dell'Italia in quel periodo venne così descritta da Papa Gregorio Magno: << ....ovunque vediamo lutti, udiamo gemiti, le città sono saccheggiate, i castelli demoliti, le campagne devastate e la terra un deserto ..>>.

 

Nel corso dei secoli successivi la Chiesa si era rafforzata, sia dal punto di vista organizzativo che da quello economico culturale. Le uniche scuole esistenti erano quelle ecclesiastiche. Le sempre crescenti donazioni andavano ad aumentare con terre e immobili il patrimonio ecclesiastico. Dappertutto nascevano chiese e monasteri. Anche Villa fu interessata da questo fenomeno.

 

La prima notizia riguardante il nome di Villa, la troviamo in un documento del 774 contenente un atto rogato sotto il regno di Carlo Magno. Solo successivamente all'anno 1000 è stato aggiunto al nome Villa il determinativo "Basilica" per distinguerla da altre località chiamate Villa. Infatti in quel periodo si usava dare il nome "Basilica" alle chiese con una cripta sotto l'altare.

 

Nell'anno 760 il vescovo Peredeo consacrava una nuova chiesa in omaggio dell'Arcangelo Michele in luogo detto Colonia (Colognora), fatta costruire da un devoto signore chiamato Ato nei suoi territori. Questo potrebbe significare che più anticamente il paese fosse stato costruito più in alto (sotto il monte Battifolle dove ancora oggi si possono trovare diversi ruderi) e che successivamente sia stato costruito attorno alla chiesa nel 760 e poi successivamente fortificato.

 

Le più antiche memorie di Pariana risalgono al 30 Marzo 915 in un documento in cui il vescovo Pietro di Lucca "allivellò" una casa colonica di proprietà vescovile in loco detto Pariana.

 

Il più antico documento che riguarda il castello di Boveglio risale all'anno 757, ricavato da una pergamena lucchese.

 

Nell'anno 991 fu signore di Villa Adalberto Duca d'Italia, padre della contessa Matilde che donò le "decime" di Villa e Pescia alla cattedrale di Lucca.

 

Intorno all'anno 1000 Villa era famosa in tutta la penisola per la lavorazione del ferro. Era questa una zona ricca e situata in un'ottima posizione strategica.